Paolo Maggiani Fotografie

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Blog creato da Paolo Maggiani - Web principale: www.paolomaggiani.it - Image bank su: www.archivio-foto.it

lunedì 25 aprile 2011

"Ora chi pulisce?"

Video di denuncia contro l'abbandono dell'immondizia sulle spiagge.



 Ho notato un totale menefreghismo da parte dei giovani che si riuniscono sulla spiaggia e paiono fare a gara a chi abbandona più rifiuti, forse una moda del momento forse una ribelione, ma il tutto mi pare molto insensato.



Subito dopo pasquetta e dopo il 1° maggio vedrete cosa ci sarà sulla spiaggia!



Ho notato questo fenomeno già da un pò di anni da quando rinomati locali alla moda delle notti in versilia permettevano ed incorraggiavano il lancio per terra di bottiglie e lattine dopo il consumo.

Nel 2004 ho fatto alcune riprese in spiaggia a Marina di Carrara ed ho elaborato questo breve documentario.



Attenzione tutto quello che vedete non è stato portato dalle mareggiate invernali ma è stato abbandonato sulla sabbia dopo la "scampagnata".



Dopo tante lotte e soldi spesi a sensibilizzare per l'ambiente é questo i l risultato sulle coscienze?



Attenzione che questo fenomeno come avviene sulla spiaggia che poi è relativamente facile pulire, avviene sicuramente nei boschi, nei fiumi e nei torrenti della vicina Lunigiana, meta delle tradizionali scampagnate domenicali primaverili, di persone sporadicamente amanti della natura ed a modo loro!



martedì 19 aprile 2011

Recensione "speciale" alle foto in QUANTI DI POESIA


Riporto di seguito una "speciale" recensione alle mie foto; si tratta delle immagini fotografiche pubblicate nella neonata antologia curata da mio fratelo Roberto Maggiani ed edita da L'arca Felice editore. La recensione è uscita spontanea dalla penna, o meglio dalla tastiera, del gentilissimo Marco Furia. L'amico Marco ha espresso mirabilmente in parole quanto di più vicino emozionalmente alle immagini, riuscendo ad indagarne il senso, che io come autore non potevo meglio definire.



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lunedì 18 aprile 2011






Marco Furia sulla fotografia di Paolo Maggiani




Un’astratta realtà



Marco Furia





Di norma, le recensioni di libri di poesia riguardano soprattutto i testi, sicché alle immagini che spesso li accompagnano viene riservata, al massimo, una citazione finale. Questo breve scritto va in direzione opposta, evitando, per precisa scelta, qualunque cenno ai versi. L’antologia Quanti di poesia contiene numerosi “Scatti fotografici” di Paolo Maggiani. Nella raffinata sequenza di tavole, raffiguranti, per lo più, porzioni di pareti rocciose, si assiste al passaggio da un enigmatico naturalismo a una sorta di estremo realismo (primissimi piani, ad esempio alle pagine 10 e 38) sconfinante nell’astratto. Non siamo di fronte a un comune gioco dell’ingrandimento, fonte d’immediata sorpresa e, alla lunga, di noia, siamo, piuttosto, invitati a esplorare aspetti inediti. Dico “invitati a esplorare”, perché siffatte immagini non promuovono certo l’inerzia. Esse attirano, come magneti irraggiungibili, non per offrire piacevolezze o sorprese, bensì per indurre a percorrere un infinito itinerario. La figura resta ferma, ma lo sguardo non riesce ad acquietarsi. Una sorta d’urgenza investigativa quasi costringe l’occhio a perlustrare quelle faglie, quei segmenti anche minimi, quegli avvincenti mutamenti di luce e di colore. Un’energia primordiale e assieme avveniristica emana da articolazioni di segni che paiono ripercorrere di un fiato tutta la storia e, soffermandosi appena sul presente, volgersi al futuro per via d’intensi, emozionanti richiami. Talune forme incombono, intimoriscono, ma avvertiamo che anche in virtù del loro persistere l’esistenza è possibile. Forse in quelle immagini riconosciamo non univoci lineamenti della nostra natura? Forse in quei tratti minerali scopriamo tendenze ostili e protettive, drammatiche e incantevoli? Senza dubbio. E poi, come non ammirare la capacità dell’autore di offrire in maniera diretta, senza indugi o riserve, affascinanti “Scatti” ricchi di possibili sviluppi? Qualcosa di efficacemente espressivo è presente in queste pietrose fattezze che appaiono estranee quanto complici, ignote quanto conosciute. Le rocce, ovviamente, nulla dicono: è l’artista a farle parlare (cioè ad aprire la via non di una vera e propria grammatica, ma di un peculiare criterio di senso) e, con partecipe sapienza, a consentire loro di emergere non soltanto quali oggetti osservabili, ma quali vere e proprie fisionomie, fino a sconfinare in un’astrattezza davvero vivida. E poetica, senz’altro, secondo le cadenze di un elegante bianco e nero che non abbandona mai l’osservatore coinvolgendolo in un’appassionante ricerca.



Paolo Maggiani, “Scatti fotografici”, in Quanti di poesia, antologia a cura di Roberto Maggiani, Edizioni L’Arca Felice, Salerno, 2011