Paolo Maggiani Fotografie

Paolo Maggiani Fotografie
La Fotografia di PAOLO MAGGIANI espressa nella CULTURA LOCALE APUANA e LUNIGIANA | Paolo Maggiani FineArt e Foto su: www.PaoloMaggiani.it - Documentari su: www.Archivio-foto.it
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martedì 19 aprile 2011

Recensione "speciale" alle foto in QUANTI DI POESIA


Riporto di seguito una "speciale" recensione alle mie foto; si tratta delle immagini fotografiche pubblicate nella neonata antologia curata da mio fratelo Roberto Maggiani ed edita da L'arca Felice editore. La recensione è uscita spontanea dalla penna, o meglio dalla tastiera, del gentilissimo Marco Furia. L'amico Marco ha espresso mirabilmente in parole quanto di più vicino emozionalmente alle immagini, riuscendo ad indagarne il senso, che io come autore non potevo meglio definire.



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lunedì 18 aprile 2011






Marco Furia sulla fotografia di Paolo Maggiani




Un’astratta realtà



Marco Furia





Di norma, le recensioni di libri di poesia riguardano soprattutto i testi, sicché alle immagini che spesso li accompagnano viene riservata, al massimo, una citazione finale. Questo breve scritto va in direzione opposta, evitando, per precisa scelta, qualunque cenno ai versi. L’antologia Quanti di poesia contiene numerosi “Scatti fotografici” di Paolo Maggiani. Nella raffinata sequenza di tavole, raffiguranti, per lo più, porzioni di pareti rocciose, si assiste al passaggio da un enigmatico naturalismo a una sorta di estremo realismo (primissimi piani, ad esempio alle pagine 10 e 38) sconfinante nell’astratto. Non siamo di fronte a un comune gioco dell’ingrandimento, fonte d’immediata sorpresa e, alla lunga, di noia, siamo, piuttosto, invitati a esplorare aspetti inediti. Dico “invitati a esplorare”, perché siffatte immagini non promuovono certo l’inerzia. Esse attirano, come magneti irraggiungibili, non per offrire piacevolezze o sorprese, bensì per indurre a percorrere un infinito itinerario. La figura resta ferma, ma lo sguardo non riesce ad acquietarsi. Una sorta d’urgenza investigativa quasi costringe l’occhio a perlustrare quelle faglie, quei segmenti anche minimi, quegli avvincenti mutamenti di luce e di colore. Un’energia primordiale e assieme avveniristica emana da articolazioni di segni che paiono ripercorrere di un fiato tutta la storia e, soffermandosi appena sul presente, volgersi al futuro per via d’intensi, emozionanti richiami. Talune forme incombono, intimoriscono, ma avvertiamo che anche in virtù del loro persistere l’esistenza è possibile. Forse in quelle immagini riconosciamo non univoci lineamenti della nostra natura? Forse in quei tratti minerali scopriamo tendenze ostili e protettive, drammatiche e incantevoli? Senza dubbio. E poi, come non ammirare la capacità dell’autore di offrire in maniera diretta, senza indugi o riserve, affascinanti “Scatti” ricchi di possibili sviluppi? Qualcosa di efficacemente espressivo è presente in queste pietrose fattezze che appaiono estranee quanto complici, ignote quanto conosciute. Le rocce, ovviamente, nulla dicono: è l’artista a farle parlare (cioè ad aprire la via non di una vera e propria grammatica, ma di un peculiare criterio di senso) e, con partecipe sapienza, a consentire loro di emergere non soltanto quali oggetti osservabili, ma quali vere e proprie fisionomie, fino a sconfinare in un’astrattezza davvero vivida. E poetica, senz’altro, secondo le cadenze di un elegante bianco e nero che non abbandona mai l’osservatore coinvolgendolo in un’appassionante ricerca.



Paolo Maggiani, “Scatti fotografici”, in Quanti di poesia, antologia a cura di Roberto Maggiani, Edizioni L’Arca Felice, Salerno, 2011









martedì 22 febbraio 2011

QUANTI DI POESIA



LaRecherche.it insieme con l’associazione culturale L’Arca Felice (www.arcafelice.com)

 

PRESENTANO





QUANTI DI POESIA

Nelle forme la cifra nascosta di una scrittura straordinaria.

  

Domenica 6 marzo 2011 alle ore 17:30

Libreria Odradek

via dei Banchi vecchi 57 Roma

 

Incontro di poesia con

 

Franca Alaimo, Anna Belozorovitch, Franco Buffoni, Salvatore Contessini,

Francesco De Girolamo, Giacomo Leronni, Eugenio Nastasi, Loredana Savelli

 

Relatore Carla De Bellis

 

Intervengono il direttore della collezione di arte-poesiaMario Fresa

e il curatoreRoberto Maggiani

 

Conduce Ida Borrasi



La casa editrice L’Arca Felice propone libri e raffinate plaquettes a tiratura limitata, disponendo di un prezioso catalogo che ha già ospitato testi poetici e interventi critici di alcune tra le più prestigiose voci dell’arte e della poesia contemporanea.

 

*

 

Nello stile delle Edizioni de L’Arca Felice, ecco accostata l’arte fotografica di Paolo Maggiani a quella poetica di otto stimati artisti-poeti contemporanei, Franca Alaimo,Anna Belozorovitch,Franco Buffoni,Salvatore Contessini,Francesco De Girolamo,Giacomo Leronni,Eugenio Nastasi, Loredana Savelli, qui raccolti da varie parti d’Italia nell’ambito di un titolo che volutamente evoca scienza: Quanti di poesia. Nelle forme la cifra nascosta di una scrittura straordinaria. Il titolo, di stampo novalisiano, è stato così scelto perché si vorrebbe, anche con questo quaderno di voci poetiche, dare avvio – o un nuovo avvio – ad una ricerca poetica fondata su nuovi paradigmi scaturenti da una sorta di principio di indeterminazione tra senso (percezione, intuizione, significato…) della visione e parola. Il poeta spesso ha intuizioni che ...



L'ARTICOLO CONTINUA SU:

http://www.larecherche.it/testo.asp?Id=490&Tabella=Eventi

venerdì 5 marzo 2010


Raffaele Piazza



Roberto Maggiani, Angeli in volo



 Edizioni L'arca Felice, Salerno, 2010




         Il testo che prendiamo in considerazione in questa sede  è una plaquette pubblicata nella collana Coincidenze delle Edizioni L’Arca Felice, a cura di Mario Fresa. La raccolta è comprensiva di dieci poesie di Roberto Maggiani scritte su fotografie di Paolo Maggiani. I rapporti multidisciplinari tra le arti sono sempre molto interessanti e possono, attualmente, in un mondo occidentale, sempre più invaso e segnato dal propagarsi dei mass-media, per il fenomeno della globalizzazione, segnare una svolta nell’estetica, nella produzione e fruizione artistica, perché diverse forme d’arte, affiancandosi e fondendosi l’una con l’altra possono potenziarsi a vicenda, fondendosi tra loro, come in questo caso, poesia e fotografia. Come è scritto nelle note alla plaquette, il poeta Roberto Maggiani, autore delle poesie comprese in questa raccolta, è nato a Carrara nel 1968. E’ laureato in fisica e si occupa di divulgazione scientifica, vive e lavora a Roma. E’ autore di quattro raccolte di poesie: Sì dopo s’, 1998, Forme e informe, 2000, L’indicibile, 2006, e Cielo indiviso, 2008; Paolo Maggiani, autore delle fotografie, incluse nel testo è fotografo carrarese stimato e apprezzato per la sua fotografia attenta ai particolari che spesso sfuggono all’occhio, attraverso personali inquadrature e prospettive che risaltano le forme, i colori e i loro contrasti e/o armonie.  Sono due le fotografie di Paolo Maggiani, che l’autore presenta in quest’opera, una in bianco e nero e una a colori: quella a colori è inclusa nel testo autonomamente su elegante cartoncino ed è numerata (199 copie). Difficile stabilire la natura delle immagini delle due fotografie, immagini, che, pur essendo una a colori e una in bianco nero hanno, in modo incontrovertibile, qualcosa in comune. In entrambe possiamo osservare fasci di luce, come esplosioni di tinte luminose, a comporre disegni e arabeschi. Nella foto in bianco e nero, senza difficoltà possiamo scorgere in primo piano una stella che pare navigare, come sospesa in un cielo sul quale si staglia, uno sfondo scuro; inoltre altre linee e fonti di luminosità costellano l’immagine, dando un risultato surreale; trapela da questa fotografia, intitolata  L’entrata e scattata nel 2007, un senso di perturbante mistero. Dalla foto a colori emergono tinte scure in basso sulle quali si staglia un disegno dorato, che potrebbe essere quello di uno strumento musicale; spostando lo sguardo verso l’alto notiamo strisce arancio e gialle e poi un azzurro striato da macchie bianche parallele simili a fasci di nuvole. Anche nella fotografia a colori notiamo una certa quota di surrealismo, che si sprigiona in un accentuato e vivace cromatismo in tutte le sfumature dell’opera, che ha un aspetto geometrico. Alla suddetta descrizione di cieli e stelle, felicemente s’intona il titolo della plaquette, Angeli in volo, perché proprio le foto potrebbero essere campiture per voli di angeli e anche il titolo della fotografia L’entrata, bene si armonizza con il titolo della poesia d’apertura della raccolta angeli all’inizio del mondo, perché potremmo immaginare “l’entrata”, come una causa prima della creazione, un movimento essenziale nella costituzione dell’universo, che sia opera di un Creatore o semplicemente frutto di quello che astronomi o i fisici chiamano Big Ben :-“per sorte o per arte/ il mondo iniziò/ come un pensiero vorticante/ attraverso le pareti del nulla/// fu creato ex nihilo// angeli impetuosi/ spendendo l loro tempo/ a comporre i colori/ delle cose/ che sarebbero diventate universo/ da lì a poco// all’inizio fu un gioco senza dio/ (che venne dopo a porre l’anima// e lasciò angeli custodi// invisibili arie venticelli brezze/ onde)”/; è una poesia, sia pur composita, caratterizzata da grande chiarezza, quella di Roberto Maggiani, vagamente verticale e presenta una notevole eleganza formale; il ritmo è sostenuto e incalzante, anche per la diversità della lunghezza dei singoli versi. Il risultato è quello della compattezza espressiva a livello del singolo componimento e anche a livello dei vari componimenti come insieme, per cui il testo può avere un’unità poematica ed essere definito poemetto, tutto giocato sul tema della Creazione e sul benefico volo degli angeli. Bella anche la seconda sequenza intitolata L’entrata, che è divisa in due parti e che, ovviamente, pare essere ispirata tout-court dall’omonima fotografia in bianco e nero:-“1 /una mano scostò il velo/ e la specie umana uscì/ dal luogo sacro// anche gli dei entrarono nel mondo/ su invito degli uomini/ in sordina/ dietro agli angeli luminosi/ (in fondo ce n’era bisogno/ per intendere la natura/ prima della scienza) 2 le stelle si diedero la materia/ del corpo/ invece gli angeli rimasero invisibili/ senza anatomia// ma non è così raro vederli muovere/ tra le geometri del mondo/ (linea piano sella o sfera)/// sono loro a portare/ annunci e gravidanze/ fin dalla cacciata/ quando divenne fuoco// l’entrata dalla quale continuano/ a giungere innumerevoli anime// bambini senza nome/ a cui gli angeli si affiancano/ dal grembo delle madri//” Anche se Dio viene detto con la minuscola, e vengono nominati gli dei. Un forte senso di religiosità  pare trasparire da questi versi intrisi di misticismo ma anche di carnalità quando bambini senza nome/ a cui gli angeli si affiancano/ dal grembo delle madri. Nella poesia L’entrata riscontriamo di nuovo il tema creazionistico, come momento in cui si sparge nel cosmo o universo la vita e potrebbe venire in mente un’opera artistica, in campo musicale, La Creazione di Haydn . Un’opera compiuta ad alto livello, nello specifico delle due forme espressive, Angeli in volo, efficace ed originale, soprattutto per la materia trattata.



TRATTO DA:

http://www.poiein.it/autori/2010/2010_03/04_PiazzaMaggiani.htm

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"ANGELI IN VOLO"

Raccolta di poesie e fotografie.

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