Paolo Maggiani Fotografie

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martedì 1 dicembre 2015

cave-di-marmo-trasporto-blocchi-quarries-marble-truck-1

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Porto di Luni Roma Antica Cave Quarries Marble Carrara Lunigiana

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Ritrovamento di basi di colonna di epoca romana nelle cave di marmo di Carrara, nel bacino di Colonnata.
Le basi e i tronchi di colonna risultano sbozzati e pronti per essere spediti.
I Romani erano soliti far sbozzare le opere già in cava, il motivo era semplice i blocchi sarebbero risultati meno pesanti per il trasporto.
Il trasporto avveniva via mare dal Porto di Luni verso Roma Antica.
Dalle Cave di Marmo Marble Quarries i blocchi arrivavano sui carri romani trainati da buoi passando per Carrara che non esisteva ancora. Questa è la Lunigiana terra antica.

lunedì 23 novembre 2015

sabato 31 ottobre 2015

L'Arte di osservarsi

In questo testo trovato casualmente su www.premioceleste.it, ritrovo meglio spiegate ed approfondite le motivazioni del progetto fotografico Spectra Fire.

L'Arte di osservarsi

Dalla nascita dell'era moderna, tra gli artisti (e di riflesso in tutta la società) si è progressivamente affermata la tendenza all'osservazione di sé, all'introspezione. Basterebbe questa nozione per far cambiare idea a chi ancora dichiara di non capire l'Arte contemporanea. Nonostante ciò, il raggiungimento di un superiore cripticismo ha reso necessaria l'interpretazione dei contenuti espressivi.

Molti artisti contemporanei si manifestano con un personale linguaggio intimista, o descrivono un immaginario autoreferenziale. In certi casi ciò può essere dovuto alla necessità di sublimare passioni e inquietudini, e in altri alla difficoltà di rappresentare sentimenti estremamente profondi, sottili, astratti o metafisici.
Nel primo caso, l'introspezione (quel percorso analitico che passa attraverso l'Io) rappresenta la necessaria e unica via per evitare intollerabili opzioni altre, il fermarsi per impossibilità a procedere, il contemplare il passato, il cercare a ritroso lungo il cammino dell'umanità quella deviazione da cui si è giunti alla presente condizione. Un retrocedere che eventualmente riporterà alle origini ancestrali.
E in quelle stesse origini si trovano gli archetipi dell'espressione criptica, la quale, nel secondo caso, costituisce la caratteristica predominante e peculiare di quell'Arte che da sempre nasce nell'arduo tentativo di spiegare l'intangibile.

Questo percorso introspettivo attraverso l'Arte comincia nel Rinascimento, grazie al cambiamento che gli artisti di allora determinarono riscattando il valore della propria individualità intellettuale, la quale si concretizzò nei primi autoritratti della storia dell'Arte, come quelli di Jean Fouquet o Albrecht Dürer. Il Rinascimento è quel periodo in cui nasce l'Artista moderno, il quale si emancipò dalla posizione sottomessa di semplice esecutore d'opera, di manovale o artigiano, elevando la propria individualità a una degna considerazione.
L'analisi della propria immagine esteriore si è quindi evoluta in quella dell'animo umano e dell'interiorità, sia fisica che psichica: dagli studi anatomici di Leonardo da Vinci alle sculture di Gunther von Hagens, dalla simbologia onirica dei dipinti di Hieronymus Bosch alla psicanalisi di Sigmund Freud.
Dal Rinascimento a oggi la rappresentazione del profondo e dell'insondabile è stata l'elemento portante di molti movimenti artistici: la Metafisica di De Chirico, il Surrealismo di Dalì, il Simbolismo di Moreau, quello di Blake, l'Onirismo, e ovviamente l'Espressionismo, fondato sull'interpretazione dell'apparenza usando il filtro della propria interiorità, di cui artisti come Kubin o Munch sono maestri. Questo percorso culmina in movimenti di forte cripticismo quali il Surrealismo Astratto di Baumeister, l'Astrattismo, il Minimalismo di Jean Arp, fino ad arrivare, paradossalmente, all'estrema antitesi, per esempio come l'annichilimento di qualsiasi espressione individuale della Pittura Analitica.

Di certo la storia dell'umanità è sempre stata segnata da accadimenti orribili e biasimevoli, e la ricerca introspettiva fornisce, oltre che un lenimento per le ferite, anche una valvola di sfogo per lo spirito. Ecco perché l'Arte contemporanea è così permeata da questa necessaria analisi di sé stessi e dell'essere umano: è una ricerca per capire e risolvere le cause che portano alle sofferenze dell'umanità.
E grazie ai vari approcci con cui gli artisti contemporanei affrontano questa ricerca, nessuna strada viene tralasciata.
C'è chi si dedica all'analisi introspettiva di sé: le prime performance sull'interazione con lo spazio di Bruce Nauman e quelle sull'interazione umana di Marina Abramović; l'inserimento della propria immagine nell'immaginario collettivo compiuto da Cindy Sherman e la manifestazione del proprio immaginario interiore di Francesca Woodman; gli evanescenti autoritratti seriali di Roman Opalka e la rappresentazione del personale subconscio di Matthew Barney.
Altri si dedicano a questa ricerca esplorando la realtà sensoriale e l'essenza tangibile dell'essere umano: le sconvolgenti allegorie fotografiche di Joel-Peter Witkin; le chimere radiografiche di Benedetta Bonichi; il ribaltamento del concetto di Vanitas che Damien Hirst ha proposto col celebre teschio diamantato.

Altri ancora, collocandosi a metà tra osservazione fisica ed espressione psichica, rappresentano l'animo umano cogliendo quei sottili segnali con cui si manifesta nella realtà sensoriale: i nebbiosi ritratti di Gerhard Richter; l'algido realismo con cui Rineke Dijkstra rappresenta l'essenza umana; la sarcastica sensibilità con cui Ruth Gwily riesce a descrivere il disagio; l'immanente condanna degli esseri umani dipinti da Guy Denning.

Testo ricavato da:
http://jizaino.net16.net/ita/arg/je_con-temporary3.html

martedì 18 agosto 2015

"MARMO IN GUERRA" Pop Up Lab Castelnuovo Magra

.. Siamo al PALLINO 1 sulla mappa ..
Mostra fotografia/poesia "MARMO IN GUERRA" - monumenti commemorativi della GRANDE GUERRA sulla LINEA GOTICA riportano le tracce della SECONDA GUERRA MONDIALE..foto Paolo Maggiani poesie Roberto Maggiani 
Via Roma, 8 a CASTELNUOVO MAGRA (SP) 21 - 22 - 23 agosto 2015



"Marmo in Guerra" tra i progetti selezionati per il Fondo Malerba Fotografia.

"Marmo in Guerra" tra i progetti selezionati per il Fondo Malerba Fotografia.
Siamo in finale! .. 60 progetti selezionati
.. 
prossima fase:
ulteriore selezione dei 15 progetti che saranno esposti all'interno della mostra International Photo Project contemporaneamente ad artisti provenienti dal Giappone e dalla Corea.
..
L’archivio sarà on line dal prossimo 20 settembre.
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Ogni anno, mediante un bando nazionale, una commissione interna al Fondo Malerba per la Fotografia seleziona i progetti inviati da tutti i fotografi italiani che intendono contribuire allo sviluppo della raccolta. Per avere titolo all’inserimento all’interno dell’archivio FMF i progetti devono soddisfare tutti e in modo completo i requisiti richiesti elencati all’interno del regolamento. Per l’edizione 2015 sono stati selezionati i progetti degli autori:
Matteo Cirenei, Patrizia Burra, Libera Mazzoleni, Diego Zitelli, Gianni Otr, Stefano Bossi, Ludovico Maria Gilberti, Antonella Bucci, Alfredo Macchi, Francesca Pompei, Laura Castro, Emanuela Carone, Marco Piersanti, Patrizia Zelano, Enrico Balzani, Milena Giacomazzi, Paolo Schifano, Roberto Contini, Carlo D’Orta, Roberto Spotti, Paolo Maggiani, ...

“Marmo in Guerra”

“Marmo in Guerra”
Mostra con Libro di fotografia e poesia
fotografie Paolo Maggiani, liriche Roberto Maggiani
affronta il tema della guerra che rievocata dai monumenti commemorativi della 1^ G.M. si ripresenta al loro cospetto ancora più cruenta soprattutto verso le popolazioni civili.
Linea Gotica, le tracce rimaste dell’ultima guerra mondiale, come fossero le tracce rimaste negli animi di chi è stato testimone.
Cannoneggiamenti, bombardamenti, scontri i cui colpi, schegge e proiettili hanno lasciato la loro impronta su monumenti in marmo.
Ferite impresse che sono ancora oggi visibili sulle superfici di un marmo che si è trovato ad essere testimone di una Seconda cruenta Grande Guerra.
Oggi rappresentano un monito, amplificano il messaggio e sottolineano il ricordo che questi monumenti rappresentano.
Tanti morti in una prima guerra, commemorati con questi monumenti, non sono stati sufficienti a scongiurarne, di li a poco una seconda?
La scoperta come una rivelazione avvenne a Pietrasanta e Seravezza, nelle vie e piazze cittadine notai queste tracce presenti su stipiti e monumenti.
Era inverno per cui con l'effetto dell'umidità e della pioggia, sul marmo ne erano accentuati difetti e lesioni,
Non è facile distinguere le tracce a prima vista, potrebbero essere semplice usura del marmo dovuta all'età,
tornando al periodo in cui queste sculture furono poste nelle piazze, ci possiamo immaginare statue di un bel marmo bianco immacolato.
Un marmo (per metafora: la popolazione) ancora ignaro di un destino di lì a venire in cui sarà nuovamente scolpito (metaforicamente: vite e animi di chi è sopravvissuto) brutalmente; e suo malgrado continuando in futuro a commemorare, non più una guerra ma ben due guerre!
Paolo Maggiani - Luglio 2015
www.facebook.com/marmoinguerra


Lunigiana Filetto-Medieval Wedding - Matrimonio Medievale



Lunigiana Filetto-Medieval Wedding - Matrimonio Medievale

giovedì 18 giugno 2015

TAGS: INTERVISTE ARTISTI CARRARA

Artisti che a volte operano in silenzio, e magari sono conosciutissimi ed apprezzati fuori delle mura cittadine, ma semi sconosciuti dal vicino di casa; ebbene sono loro gli scultori, pittori, poeti, fotografi, musicisti che operano nella nostra provincia, che hanno una bottega, un studio, ma anche solo il domicilio dove pensano, elaborano, creano le loro opere.
Ed ecco che a far luce su tutto questo è una bella quanto interessante rubrica curata da Giovanna Mezzana e Melania Carnevali su ILTIRRENO. Una rubrica che dura da quasi un anno, ed ogni domenica permette di pubblicare una pagina intera con le interviste, con foto e pensieri di questi personaggi. Ogni domenica dedicata ad un artista.
Le trovate a questo link:
interviste agli artisti di carrara

lunedì 23 febbraio 2015

Un tramonto mai visto sulle Alpi Apuane con il Monte Sagro in primo piano.
©Paolo Maggiani - all Rights Reserved - www.paolomaggiani.it
(foto scattata con smartphone ed elaborata con gli strumenti google+ foto)

venerdì 20 febbraio 2015

Cave di Marmi Apuani - Quarries of Apuanian Marble


Cave di Marmi Apuani - Quarries of Apuanian Marble ---GALLERY---

Queste sono le montagne dove Michelangelo traeva i marmi per le sue sculture.
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These are the mountains where Michelangelo Buonarroti got the marble for his sculptures.
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Ce sont les montagnes où Michelangelo Buonarroti obtenu le marbre pour ses sculptures.
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Estas son las montañas, donde Miguel Ángel Buonarroti ya ha recibido el mármol para sus esculturas.
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Это горы, где Микеланджело Буонарроти получившие мрамор для его скульптур.
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mercoledì 14 gennaio 2015

"Marmo in guerra" di Paolo Maggiani, con testi poetici di Roberto Maggiani, è esposta presso Archivi della Resistenza a Fosdinovo

Attualmente la mostra fotografica "Marmo in guerra" di Paolo Maggiani, con testi poetici di Roberto Maggiani, è esposta presso Archivi della Resistenza a Fosdinovo. Gli amici del Circolo culturale enogastronomico Archivi della Resistenza cucinano anche molto bene, è possibile prenotare per passare una bella domenica in mezzo al verde e, soprattutto, con le gambe sotto una buona tavola, tra amici. #marmoinguerra

Foto: Attualmente la mostra fotografica "Marmo in guerra" di Paolo Maggiani, con testi poetici di Roberto Maggiani, è esposta presso  Archivi della Resistenza a Fosdinovo. Gli amici  del Circolo culturale enogastronomico Archivi della Resistenza cucinano anche molto bene, è possibile prenotare per passare una bella domenica in mezzo al verde e, soprattutto, con le gambe sotto una buona tavola, tra amici. #marmoinguerra

Marmo in guerra, Fotografia e Poesia, Paolo e Roberto Maggiani, Edizioni La Grafica Pisana - una Recensione di Marco Furia

Marmo in guerra

Fotografia

Paolo e Roberto Maggiani
Edizioni La Grafica Pisana

Recensione di Marco Furia

Una poesia fotografica

La lettura di “Marmo in guerra”, raccolta di versi di Roberto Maggiani e di fotografie del fratello Paolo, induce a pensare a una poesia che è anche immagine (e viceversa).
Le potenti figure proposte narrano la storia di morte e devastazione (ma anche di retorica) tipica di ogni guerra: nello specifico, ci si sofferma sulle feriteche le armi del secondo conflitto mondiale hanno inferto a monumenti dedicati al primo.
L’occhio di Paolo, attento a cogliere una sorta di persistenza attuale del passato, si sofferma su certi particolari, mostrando una guerra in un’altra guerra, una follia in un’altra follia.
L’atmosfera cupa non è priva di una livida luce che delimita zone più chiare, mettendo in evidenza come lo sguardo, pur inorridito, debba sforzarsi di recuperare lo spazio non oscuro del pensiero, il senso del poter proseguire.
Così, i pesanti scarponi del milite inginocchiato ritratto a pagina 41, nonostante trasudino orrore, sarebbero ancor oggi in grado di svolgere la loro funzione se un proiettile non avesse attraversato una suola, colpendo il piede dell’uomo.


Il marmo in cui è scolpita la statua, com’è ovvio, resta indifferente, ma la memoria di chi guarda (o, se più giovane, l’immaginazione) può dire molto.
Come dice molto la fotografia di pagina 45, in cui una mano armata sovrasta un foro di proiettile che irradia attorno a sé sottili venature.


Venendo ai versi di Roberto, si nota un’intensa e precisa partecipazione, davvero adatta a fare da contrappunto alle fotografie.
Anche gli aspetti, per così dire, esistenziali vengono riportati sulla pagina in maniera sobria e composta.
Si legge, a pagina 16, a proposito di due personaggi di cui almeno uno si trova in fin di vita:
“Dei loro occhi immagino il colore
quel brillio insistente che fa di ogni uomo
un uomo”.


Non mancano, poi, sequenze poetiche in cui le figure scolpite sono considerate quasi vive.
Si legge a pagina 18:
“Ignudo difende la sua terra
fiancheggiato dal soldato di pietra
che nel tempo sospeso del bassorilievo
non si accorge di avere un buco nel torace
la gola squarciata e il naso sanguinante
a causa di un’altra guerra”.


L’intento di quel militare sembra essere quello di correre inutilmente
“a difesa della madre e della sposa  –
mai raggiungendole”.
La serenità, tuttavia, non è del tutto estranea a questa silloge: è presente nel tranquillo incedere di due giovani, ritratti a pagina 29, che, data l’età, non parteciparono ai drammatici avvenimenti delle due guerre mondiali.


La loro condizione è delineata, con concisa efficacia poetica, nel verso
“è bello non avere coscienza del male”.
L’altrui racconto, dunque, per quanto vivido, non può farsi coscienza di (tragici) avvenimenti anteriori alla propria nascita?
Sì e no: se il coinvolgimento reale lascia tracce (o meglio, in questo caso, “cicatrici”) tali da non poter essere condivise dagli assenti, è altrettanto certo che l’altrui memoria, divenuta narrazione, è, in ogni modo, non trascurabile.
Siamo anche ciò che altri sono stati: l’esserci presenta diverse fisionomie ma non rigidi confini e la totalità non viene meno anche quando ci soffermiamo su un suo specifico tratto.
Di più, si potrebbe affermare che esaminiamo quasi esclusivamente singoli aspetti e che proprio il nostro interesse limitato illumina, come per opposizione, un vasto territorio che, nel tutto comprendere, consente di aprirsi verso dimensioni più ampie del vivere.
Come insegnano Roberto e Paolo.